DAG Consilium
Consulenza strategica · Finanza d'impresa

Nessun numero
è una scatola nera.

DAG Consilium elabora previsionali di bilancio per PMI italiane — proiezione triennale di Conto Economico, Stato Patrimoniale e Cash Flow — in cui ogni voce è riconducibile, lungo una catena esplicita, a un dato storico verificato o a un'assunzione dichiarata. Se un valore non è tracciabile, non entra nel report.

Documenti
Dati verificati
Driver dichiarati
Proiezione
Giudizio di affidabilità

Il filo di tracciabilità: la struttura di ogni report DAG Consilium.

§1

Scopo e principio guida

Un previsionale vale quanto le sue assunzioni, non quanto l'eleganza dell'output. Per questo ogni numero nei nostri report ha una provenienza dichiarata: un bilancio depositato, una fonte istituzionale, un'ipotesi del management sottoposta a verifica di plausibilità.

Il risultato non sono soltanto numeri, ma numeri con un'etichetta di quanto fidarsi di essi: un punteggio sintetico di affidabilità e una serie di flag che segnalano dove le fonti convergono e dove divergono.

Dato storico+6,0%Crescita ricavi da bilanci depositati
Settore atteso+2,0%Fonte istituzionale, cluster ATECO
Spread aziendale+4,0 ppVantaggio strutturale, con fade nel tempo
Proiezione anno 1+5,0%Driver dichiarato in pagina assunzioni

Esempio di catena causale su un driver ricavi. Ogni driver del report è ricostruibile nello stesso modo: valore, fonte, data, natura reale o nominale, eventuale fallback dichiarato.

§2

Due binari, mai mescolati

La modalità operativa si determina prima di qualunque calcolo, con il gate dei tre esercizi: la disponibilità di almeno tre esercizi rappresentativi della gestione ordinaria. La data di costituzione in visura è il primo filtro.

Binario A · Previsionale storico

Tre o più esercizi puliti

Modalità standard. La crescita storica si scompone in componente di settore e scarto strutturale dell'azienda; i costi si separano in fissi e variabili con la regressione sugli esercizi storici.

  • Scomposizione della crescita: settore + spread aziendale
  • Fade dello spread nel tempo (mean reversion)
  • Regressione costi/ricavi per separare fisso e variabile
  • Circolante da DSO, DPO e giorni magazzino storici
  • Anno 1 agganciato al provvisorio quando disponibile
Binario B · Previsionale plan-based

Neocostituite e salti dimensionali

Documento di categoria diversa, dichiaratamente tale. La base ricavi viene dalle assunzioni del management validate su fonti ufficiali; la struttura costi da percentuali di settore. Niente regressione, niente spread, niente fade: richiedono lo storico che manca.

  • Base dichiarata dal business plan, mai generata dalle fonti
  • Validazione di plausibilità su benchmark di settore
  • Curva di rampa sui primi esercizi
  • Sensitivity obbligatoria sulla base ricavi
  • Incertezza maggiore, dichiarata esplicitamente

Esercizio pulito = rappresentativo della gestione ordinaria. Un esercizio distorto da componenti straordinarie, eventi eccezionali o salti dimensionali non conta come osservazione utile: va normalizzato con rettifica dichiarata, oppure escluso. Se gli esercizi puliti scendono sotto tre, scatta il Binario B — mai un previsionale storico «annacquato».

§3

Gli input: architettura a due cerchi

Due report restano confrontabili nella loro onestà perché si sa sempre su quali input ciascuno poggia. Gli input opzionali, quando presenti, sono sempre dichiarati nella tracciabilità.

Cerchio interno

Obbligatori

  • Visura cameraleATECO, forma giuridica, data di costituzione, compagine sociale.
  • Tre bilanci CEE storici pulitiSecondo il gate dei tre esercizi (§2); sotto soglia scatta il Binario B.
Cerchio esterno

Condizionati al contesto

  • Provvisorio anno in corsoSempre raccomandato; obbligatorio se l'ultimo depositato ha più di ~12 mesi.
  • Centrale dei RischiQuando esiste debito bancario rilevante.
  • Conto analitico / dettaglio da dichiarazionePer micro e abbreviate (artt. 2435-bis/ter), quando la CEE è troppo aggregata per separare fisso e variabile.
  • Dati IVA (LIPE / corrispettivi)Quando serve verificare la solidità del fatturato dichiarato.
§4

Il metodo, fase per fase

Ogni incarico segue la stessa pipeline, nello stesso ordine. La standardizzazione non è rigidità: è ciò che rende due report confrontabili nella loro onestà.

1

Estrazione e normalizzazione

La CEE è la spina dorsale: schema fisso (art. 2425), comparabile tra esercizi e tra aziende, conto economico per natura — la forma corretta per mappare le voci su fisso e variabile. Il conto analitico è arricchimento opzionale nei casi micro/abbreviata.

Output di fase: tabella storica normalizzata di CE e SP su almeno tre esercizi, con straordinari depurati e ogni rettifica dichiarata, più il set di indici base — margini, rotazioni del circolante (DSO, DPO, giorni magazzino), struttura del debito.

2

Coerenza incrociata e affidabilità

Gira prima del calcolo. Nessuna singola fonte dà la fotografia vera: la dà la convergenza di fonti non coordinabili. Dove convergono ci si fida; dove divergono c'è la storia — si accende un flag e si abbassa il punteggio di affidabilità. Gli incroci sono descritti in §5.

3

Driver di proiezione

Ogni voce futura nasce da un driver esplicito, mai da un «+x% a sentimento»: scomposizione settore + spread sui ricavi, regressione fisso/variabile sui costi, rotazioni del circolante, piano del debito su tassi attesi. Il dettaglio in §6.

4

Ricerca fonti esterne

Le fonti si cercano attivamente e sempre aggiornate al momento dell'elaborazione — i report sono periodici, i numeri in archivio valgono solo come fallback. La ricerca è disciplinata da una gerarchia e da regole obbligatorie (§7), altrimenti produce un numero diverso a ogni elaborazione.

5

Scenari

Scenario base più varianti, ancorati alle fonti istituzionali: Banca d'Italia pubblica già scenari calibrati (base e avverso), che usiamo come ossatura degli scenari esterni invece di inventarli. Leve interne e variabili esterne restano nettamente separate (§8).

6

Output standardizzato

Struttura fissa per ogni report: prospetti triennali completi, pagina delle assunzioni, tracciabilità delle fonti, giudizio di affidabilità, commento a driver chiave e sensitivity (§9).

§5

La coerenza incrociata

Gli incroci si eseguono quando le fonti sono disponibili. Il modello porta l'attenzione sul punto da guardare; non sostituisce lo sguardo del professionista.

Oneri finanziari vs esposizione in Centrale dei Rischi
Oneri di bilancio incoerenti con l'esposizione CR: debito sottorappresentato o tensione finanziaria non raccontata dal conto economico.
PFN di bilancio vs esposizione media CR
La PFN è una foto al 31/12; la CR vede i mesi. Uno scarto ampio segnala un bilancio cosmetico sulla data di chiusura.
Crescita ricavi vs dinamica di affidamenti e circolante
Ricavi in forte crescita senza fabbisogno finanziario corrispondente: possibile crescita «di carta».
Ricavi di bilancio vs fatturato IVA
Il ricavo è difficile da nascondere guardando l'IVA: LIPE e corrispettivi riconciliati con il fatturato di bilancio.
Coerenza interna: utile vs cassa, rimanenze
Utile alto con cassa ferma segnala utili «di carta»; rimanenze che oscillano in modo innaturale sono la leva di aggiustamento classica.
Provvisorio vs trend storico atteso
Se l'anno in corso diverge dalla traiettoria, la proiezione si aggiusta o si accende un flag — mai una risoluzione silenziosa.

Nota sulla Centrale dei Rischi. La scrivono le banche, non l'azienda: quasi impossibile da window-dressing. Vede però solo il lato finanziario, non quello reddituale — se l'aggiustamento è su ricavi e margini e non tocca il debito, la CR non lo intercetta. Per questo servono anche il dato IVA e la coerenza interna.

Nota sul provvisorio. Non è un bilancio: mancano le rettifiche di fine anno (ratei, risconti, ammortamenti, rimanenze, imposte) e c'è la stagionalità. Mai annualizzarlo in modo ingenuo — nessun ×2 a giugno: va destagionalizzato e usato con avvertenza di non definitività. In cambio, aggancia l'anno 1 della proiezione trasformandolo, per la parte già accaduta, da stima a dato noto.

§6

I driver di proiezione

Ricavi — Binario A: scomposizione, non media

La crescita storica si scompone in componente di settore e scarto strutturale dell'azienda (lo spread, o «alfa»). Lo spread sfuma nel tempo — mean reversion: un vantaggio competitivo raramente dura immutato a cinque anni — e converge verso la media di settore.

g_storico_azienda = g_settore_storico + spread g_proiettato(t) = g_settore_atteso(t) + spread × fade^t

Smorzamento per storia corta o erratica. Con due o tre bilanci si hanno una o due osservazioni di crescita: lo spread è rumoroso. Se la storia è corta o irregolare, lo spread si smorza verso zero e ci si appoggia di più al settore. Il parametro è standardizzato, non discrezionale.

Ricavi — Binario B: la base, non la traiettoria

Le fonti di settore danno la traiettoria, non la base di partenza: nessun report dice quanto fatturerà quel singolo esercizio al primo anno. La base viene dalle assunzioni dichiarate del business plan — capacità produttiva, contratti in essere, investimento previsto, punti vendita — e le fonti ufficiali ne validano la plausibilità. Generare la base dalle sole fonti è inventare un numero travestito da metodo: vietato. L'operatività completa è nell'Allegato A.

Struttura dei costi

Binario A: regressione costi/ricavi sugli esercizi storici per separare fisso e variabile — il metodo standard, abilitato dal gate dei tre esercizi; la CEE per natura agevola la mappatura. Binario B: percentuali di settore, perché manca lo storico per la regressione. Nei casi micro/abbreviata, il conto analitico disaggrega dove la CEE è cieca.

Gli altri driver

Circolante

DSO · DPO · Magazzino

Rotazioni dai dati storici nel Binario A; benchmark di settore nel Binario B.

Capex

Investimenti e ammortamenti

Piano investimenti dichiarato dal management oppure media storica, con piano di ammortamento coerente.

Debito

Oneri finanziari

Piano di ammortamento esistente, dati CR (accordato/utilizzato, breve vs medio-lungo) e oneri calcolati su Euribor atteso.

§7

Il protocollo delle fonti esterne

Le fonti si cercano attivamente, aggiornate al momento dell'elaborazione. La gerarchia è disciplinata: si scende di livello solo se il precedente non copre il codice ATECO.

1

Fonti istituzionali

Banca d'Italia, ISTAT, Rapporto Analisi dei Settori Industriali Intesa Sanpaolo–Prometeia.

2

Associazioni di categoria

Per i settori non manifatturieri: ANCE (costruzioni), FIPE-Confcommercio (horeca e pubblici esercizi), Conftrasporto/ANFIA (trasporto), Federalimentare (alimentare).

3

Stampa economica qualificata

Solo se cita le fonti dei livelli superiori.

Mai

Blog, portali SEO, siti commerciali di consulenza.

Le tre regole obbligatorie

Reale vs nominale
Catturare sempre se il tasso di settore è a prezzi costanti (reale) o correnti (nominale): applicare una crescita reale a ricavi storici nominali sbaglia sistematicamente di alcuni punti l'anno. Il modello dichiara sempre quale sta usando.
Fallback dichiarato
Se per l'ATECO non esiste una previsione dedicata affidabile, si risale al comparto più ampio o, in extremis, al PIL Banca d'Italia — dichiarandolo nel report. Un fallback silenzioso è una scatola nera.
Recency check
La fonte deve essere degli ultimi 6–12 mesi. Se esistono solo dati più vecchi, si segnala — non si spacciano per attuali.
Ogni fonte esterna è etichettata nel report: REALE NOMINALE FALLBACK DICHIARATO
§8

Gli scenari

Scenario base più varianti, ancorati alle fonti istituzionali: Banca d'Italia pubblica scenari già calibrati — base e avverso «severo» su shock energetico — che usiamo come ossatura degli scenari esterni invece di inventarli. Ciò che l'azienda decide resta nettamente separato da ciò che l'azienda subisce.

Leve interne — decise dall'azienda

  • Pricing, volumi e mix
  • Struttura dei costi e organico
  • Investimenti
  • Gestione del circolante
  • Leva finanziaria

Variabili esterne — subite

  • Domanda di settore
  • Prezzi degli input ed energia
  • Costo del denaro (Euribor)
  • Inflazione e costo del lavoro
  • Cambio e quadro normativo
§9

L'output standardizzato

Struttura fissa per ogni report — è la standardizzazione che rende i previsionali confrontabili.

CE, SP e Cash Flow prospettici
Proiezione triennale a voci CEE complete; anno 1 agganciato al provvisorio quando disponibile.
Pagina delle assunzioni esplicite
Il cuore anti-scatola-nera: ogni driver con il suo valore e la sua giustificazione.
Tracciabilità delle fonti esterne
Per ciascun dato: fonte, data, valore, natura reale o nominale, eventuale fallback dichiarato.
Giudizio di affidabilità
Punteggio sintetico e flag emersi dalla coerenza incrociata, accanto ai numeri.
Commento a driver chiave e sensitivity
Quali driver muovono di più il risultato, e di quanto.

Il giudizio di affidabilità

Un'azienda che diverge dal proprio trend e mostra tensione in Centrale dei Rischi è il caso in cui il previsionale ingenuo è meno affidabile: i flag si accendono e il punteggio scende. Il giudizio resta del professionista — e di chi legge.

Alta AFFIDABILITÀ
Ricavi coerenti con il dato IVA
Fatturato di bilancio riconciliato con LIPE e corrispettivi dell'esercizio.
Oneri finanziari coerenti con la Centrale dei Rischi
Esposizione media e tassi impliciti allineati al conto economico.
Provvisorio in divergenza dal trend
L'anno in corso devia dalla traiettoria storica: proiezione riallineata e avvertenza dichiarata in pagina assunzioni.
Utile e cassa in coerenza
Nessun segnale di utili «di carta»: la generazione di cassa segue il risultato economico.
§10

Le regole inderogabili

Nessun numero non tracciabile entra nel report.
Gate dei tre esercizi puliti: sotto soglia scatta il Binario B, mai un previsionale storico «annacquato».
Binario A e Binario B non si mescolano mai.
Base della newco dalle assunzioni dichiarate, validate — non generate — dalle fonti.
Reale vs nominale sempre esplicitato.
Ogni fallback, normalizzazione e input opzionale va dichiarato.
Provvisorio mai annualizzato in modo ingenuo.
Dove le fonti divergono: flag e abbassamento dell'affidabilità, non risoluzione silenziosa.
Recency: fonti degli ultimi 6–12 mesi, altrimenti si segnala.
All. A

Binario B operativo — il plan-based

Si applica alle neocostituite, con meno di tre esercizi puliti. Logica opposta al Binario A: la base non si estrae, si dichiara e si valida. Per costruzione l'affidabilità è più bassa — niente storico, niente CR, niente provvisorio da incrociare — e va dichiarato esplicitamente che si tratta di una proiezione plan-based, con incertezza maggiore, non confrontabile alla pari con un previsionale storico.

La sequenza obbligatoria

1

Base dichiarata

I ricavi di partenza vengono dalle assunzioni del business plan — capacità, contratti, ubicazione, format, investimento — mai dalle fonti di settore.

2

Validazione di plausibilità

La base dichiarata si confronta con i benchmark di settore. Le fonti validano, non generano.

3

Tempering dichiarato

Se la base non supera i controlli di plausibilità, si rivede al ribasso e si dichiara la revisione — come per il provvisorio nel Binario A.

4

Costi da percentuali di settore

Niente regressione: manca lo storico che la abilita.

5

Curva di rampa

Niente spread e niente fade: l'anno 1 è sotto regime e si converge gradualmente nei primi esercizi.

6

Sensitivity sulla base ricavi

Output obbligatorio, perché l'intera proiezione poggia su un'unica assunzione critica: la base ricavi dell'anno 1.

I benchmark di validazione (retail e servizi)

Indicatori per il controllo di plausibilità, da aggiornare via ricerca. Quando l'unica fonte disponibile è commerciale o secondaria, i valori si usano solo come range di convergenza e lo si dichiara: le fonti istituzionali non coprono l'economia del singolo punto vendita.

IndicatoreCalcoloCosa verifica
Fatturato per mqRicavi dichiarati / superficie di venditaConfronto con il range del format e della zona.
Scontrini al giornoRicavi / (ticket medio × giorni di apertura)Che il volume implicito sia raggiungibile, al netto della rampa di avvio.
Incidenza affitto% sul fatturato a regimePiù alta in centro e nei format premium.
Incidenza personale% sul fatturatoSecondo format e giorni di apertura.
COGS / margine lordoPer tipologia merceologicaNel monomarca spesso fissato dal franchisor.
Punto di pareggioCosti fissi / margine di contribuzioneIl fatturato minimo di sopravvivenza.

La sensitivity obbligatoria

Base dichiarata100Ricavi anno 1 dal business plan, validati
Base ridotta−10% / −15%Impatto su EBITDA e punto di pareggio
Soglia di tensioneIn chiaroIl livello di ricavi sotto il quale l'attività va in tensione

La leva operativa taglia in entrambi i sensi: con costi fissi rigidi, una base più bassa erode l'EBITDA più che proporzionalmente. Il punteggio di affidabilità dipende dalla qualità e specificità delle assunzioni del piano, dal margine con cui la base supera i benchmark e dalla solidità del dato di ubicazione e affluenza.

Contatti

Un previsionale che regge le domande di chi lo legge.

Se state preparando una richiesta di finanziamento, una valutazione strategica o un piano per una nuova iniziativa, parliamone: il primo passo è sempre la verifica della documentazione.

Scrivici — info@dagconsilium.it